Zero, Un Minuto e……

Ogni tanto mi piace osservare la gente mentre si muove intorno a me,  anche solo per brevi attimi, magari fermi ad un semaforo.

Sei lì che aspetti, ti giri,  e vedi al di là dei finestrini qualcuno che come te aspetta.

Sono  pochi secondi, ma,  per un attimo, ti estranei dal tempo che scorre ed allora l’istante diventa indefinibile ed inizi ad immaginare, a fare congetture che scaturiscono dai dettagli che vedi.

A destra un signore sui cinquantacinque, ma che dimostra sicuramente di più a causa di quella “corona di capelli sulla nuca”,  che altro non fa che accentuare ancor di più la sua calvizie, e di quel “loden verde” d’ altri tempi.

Il viso è serioso ma apparentemente tranquillo; attende nella sua punto grigio chiaro il momento di partire.

Chissà perché mi viene più facile immaginarlo alla guida di una più datata 128 verde con un portapacchi sulla capote.

La sfidante alla mia sinistra….

Bhè, almeno dal punto di vista  puramente estetico ed attrattivo, non c’è storia. Almeno per me.

E’ una ragazza sulla trentina, capelli castani mesciati sul biondo, molto ben curati e probabilmente morbidi al tocco….almeno quella è la sensazione.

Le labbra sono marcate da un colore rosso sensuale, non troppo sgargiante, ma discreto e gli occhi sul chiaro contornati da una matita nera. Adoro questo, quando gli occhi femminili risaltano dal trucco nero.

Tamburella con le dita sul volante, ma non nervosamente, più per cadenzare il movimento delle labbra che molto probabilmente stanno seguendo il testo di una canzone alla radio.

Cantando chissà, starà pensando a quando la sera prima a fatto l’amore con il suo fidanzato, oppure con un uomo che oggi ha già deciso di non più frequentare.

La mancanza di fede al dito e l’assenza di oggetti come un sedile per bambini, mi fa escludere il fatto che abbia una famiglia…almeno nella mia fantasia.

Il Signore a destra invece è sposato…la fede la porta…un giallo lucente in mezzo ai peli neri e folti delle nocche.

Lui non  canta. Probabilmente non ha nemmeno la radio accesa. Si limita a fissare il fronte della strada, quasi ipnotizzato. Stasera si siederà a tavola con sua moglie e si scambieranno opinioni sulla giornata…..
No! Stasera la loro unica figlia che studia all’università, non cena a casa, e le invadenti parole del mezzobusto televisivo, farà calare tra di loro il silenzio… rotto solo da frasi tipo – “Mi passi il pane?!” –

Ecco perché non mi piace avere la televisione in cucina…ma questa è un’altra storia….

Lei, la ragazza, stasera doveva vedersi con una sua amica, ma le ha appena messaggiato dicendole che invece sarebbe stata a casa: si coccolerà con un film ed una tisana.

Penserà che è stufa di incontrare uomini per una notte o poco più, ma vorrebbe sentire  il calore di una presenza vera con cui condividere una manciata di emozioni….

Azz… voltandosi mi ha sorpreso mentre la fissavo…nell’imbarazzo di un secondo accenno un flebilissimo sorriso e distolgo lo sguardo…. Zero un minuto e poi…. la luce verde mi scagiona da ogni colpa e mi riporta rapidissima alla realtà.

Pubblicato in: on 11 marzo 2010 at 22:20  Commenti (2)  

Riflessioni Riflesse…..

Mi guardo allo specchio e cosa vedo?
Un sopravvissuto, un sopravvisuto del cazzo.
Un sopravvissuto, ma a cosa?
Sopravvissuto ad una vita che pareva già scritta,
disertore di un esercito che non è mai stato il mio, sprecato
a combattere una guerra quotidiana che di certo non era mia.
Sopravvissuto a tutte quelle stronzate che da ogni parte ti sparano contro per farti inginocchiare e farti diventare come tutti,  come quelli che ti gravitano attorno e si chiedono perchè anche tu non hai quel sorriso finto stampato in faccia che significa solo una cosa…: mi accontento.
Guardo la mia pelle intorno agli occhi, i piccoli solchi che, chissà, forse presto diventeranno rughe. Guardo degli occhi stanchi dal poco sonno che mi suggeriscono un po’ di riposo….
Riposo…
Ma io non voglio riposarmi, voglio correre ed urlare
Voglio mangiare l’aria gelida della notte….
Voglio fermarmi solo per un bacio, una carezza ad un corpo di donna…
ritrovare ristoro in un ventre caldo e voglioso che chiede con i suoi gemiti ancora ed ancora passione.
Dolcezza.
Forse questo mi fermerà?
La dolcezza di un seno che respira al ritmo del cuore.  Fare tempo a guardare  i suoi capezzoli turgidi in questo saliscendi ipnotico… e poi chiudere gli occhi e stringerglieli piano tra le labbra ed accarezzarglieli con la lingua.
Quante fate puoi incontrare in una vita?
Ho paura della risposta…
Forse solo una.
Forse solo una  che ti completa.
Forse solo una  che in fondo riesce a repirare con te.
Forse solo una che ti ama più di quanto tu non possa amarti.
Lei forse è già arrivata e tu arrogante attore di questo teatro itinerante, non sei stato capace di guardarla negli occhi per fermarla.
Questo dubbio fa paura.
Non sarò mai come tutti gli altri mi dico
Il bello è non sentirsi come tutti gli altri,
anche se alla fine alzo gli occhi e cosa vedo nel vetro argentato?

…un sopravvissuto del cazzo…..

Ai Confini della Realtà

Non vi è mai capitato di parlare con qualcuno che non capisce per niete cosa gli/le state dicendo?
E’ lì, vi guarda, annuisce, ma probabilmente sta pensando – “Stasera pizza o cinese?” – perchè vi risponde o commenta una vostra affermazione in maniera completamente inaspettata, una serie di parole che non centrano nulla con quello che avete appena detto; una serie di parole che nemmeno “Rubick”, quello del famoso cubo, potrebbe riuscire a mettere in un’ordine tale per cui anche solo lontanamente si aggancino al vostro pensiero espresso.

Allora!!!!….

La prima volta fate finta di niente, aggirate l’ostacolo cercando in qualche modo di andare oltre con la conversazione….

SBHAMMM!!!….Eccolo là!!!
L’hanno fatto di nuovo

Vi hanno nuovamente chiuso la porta in faccia!!

Allora spostate lo sguardo appena sopra chi vi sta davanti, corrugate un po’ la fronte quasi a pensare – “E’ colpa mia, non ho capito, mi manca qualcosa, mi è sfuggito un passaggio, un particolare importante….” -
Poi vi squotete e, nel secondo successivo a questo pensiero, vi aspettate di sentire da un momento all’altro quella musichetta travestita da cantilena che ha reso famoso quel telefilm degli anni sessanta, “Ai confini della Realtà”….

Vi risuona prepotente nella mente, e pensate – “Figo!! faccio parte di un episodio di una serie di culto che adoro!!!….chissà come andrà a finire, magari sto parlando con qualcuno che si rivelerà essere un alieno…
Allora si spiega tutto….” -

Ed invece no!

La conversazione continua, sbanda, viene portata dal vostro interlocutore su binari che vi lasciano sgomenti…e pensate – “Ma di che cazzo stiamo parlando?!!”

Provate e riprovate, per l’ennesima volta, ad andare all’attacco e di ritornare a bomba su quello che stavate cercando di spiegare all’inizio e che ha scatenato tutto questo delirio….

Non riuscite!

Allora dite… – “Emh, devo andare, mi sta squillando il telefono” – e voltate le spalle uscendo dalla stanza mormorate a labbra strette….

- “Ma Vaffanculo Va….” -

Pubblicato in: on 7 marzo 2010 at 19:26  Lascia un commento  
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La Ragazza dell’Ascensore….

Salgo in ascensore.
Le porte nell’aprirsi hanno svelato una figura
femminile, alta nei suoi stivali marroni,
delineata da un paio di pantaloni neri che vi
entrano e che ne esaltano le forme.
I capelli poi, sono uno spettacolo:  lunghi
fluenti, leggermernte mossi e scalati sulle punte.
Le scendono oltre le spalle, in modo composto,
morbido, ed il loro nero corvino accende ancor di più la sua carnagione chiara e quella camicetta da scolaretta un po’ retrò che porta.
“Ground” – mi precede quando sto per aprir bocca per chiederle  a quale piano è diretta. La sorpresa di una lingua straniera mi disegna un sorriso forse troppo plateale per passare inosservato.
Prenoto il piano e vedo che mi fissa con sguardo interrogativo.
“English?” – le chiedo io.
“Yes, sono di Solsbury” – risponde lei in un’italiano tanto stentato quanto irresistibilmente sensuale.
“Piacere…” – e dicendole il mio nome allungo la mano. Lei mi porge la sua e la fa affondare nella mia. La sensazione è stranissima, quella pelle calda e morbida per un’attimo mi confonde. In un’istante mi rendo conto di avergliela trattenuta qualche secondo in più rispetto ad una normale presentazione.
Lei sembra arrossire, poi ritrandola mi dice:
“Sono qui per doctorato”
“Nice – rispondo – are you on the fourth floor?”
“Yes, It’s my second day in lab…and third in Turin!!!”
Come in tutte le situazioni che mi spiazzano, mi sale un’inconsapevole agitazione che mi ingoffa i movimenti e le parole, così il mio inglese,  già di per sè traballante, si snocciola in un’imbarazzante precarietà.
“I am below in cytogenetic…” – e mentre le parlo “di” banali frasi di circostanza, il mio pensiero vola altrove….Penso a quanta bellezza in pochi gesti, a quanti umori, quante scariche di sensazioni e tenerezza mi sta dando questa ragazza sconosciuta.
Mi chiedo il perchè.
Esiste forse il colpo di fulmine? Non lo so, ma esistono situazioni che ti fanno respirare, che ti conciliano i gesti, che ti addolciscono i pensieri e le parole.
Esistono persone che hanno nel tuo opposto la chiave della complementarietà… e sono lì, sospese nel mondo come te, a cercare qualcosa, forse una persona, forse no, qualcosa che le equilibra; come in una reazione chimica tanto sbilanciata che trova la giusta concentrazione di un reagente per fermarsi al centro.

L’arrivo al piano ferma l’ascensore e con esso i miei pensieri.
Io continuo a guardare la ragazza che esce ed accenna un saluto con un tiepido sorriso. Come sempre maledico il mio timido immobilismo!
Ciao Nancy, April,Vicky o come diavolo ti chiami, protagonista di una conversazione mai avvenuta ed inconsapevole del fatto che per la metà di un minuto, hai fatto parte di un’altra vita.

Pubblicato in: on 24 febbraio 2010 at 19:23  Commenti (1)  
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Palcoscenico

La luce  che mi segna sembra così lontana!
Un Punto.
Eppure verso me si fa forte  e mi disegna i contorni.
Tra qualche secondo si inizia.
Penso “Quante persone ci saranno oltre il buio?”
In questo momento mi sento così solo…ma non mi pesa. So che non lontano da me ci sono gli altri “soldatini rumorosi”, ma questa effimera ed illusoria intimità mi fa stare bene. Un rigolo di sudore freddo mi corre sotto la maglietta e mi fa trasalire; allora mi chino e prendo la mia compagna,  sei corde che celano mille suoni e mille storie….spirali di metallo che fenderanno l’aria al mio comando!
La imbraccio, la stringo, le dita premono sul manico come quando accarezzi la pelle di una donna che ti fa vibrare il cuore, cercando timidamente un primo approccio, un primo segno corrisposto…
…adesso sì,  mi sento meno solo.
Il rock puo’ cominciare!

Pubblicato in: on 22 febbraio 2010 at 23:52  Commenti (1)  
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Il Funambolo

E’ notte!
Una luce si scorge, là in basso,  e cresce
cancellando  parzialmente le tenebre.

Soggettiva:
Una persona di spalle.  Respira, non affannata,  normale, ma il suo fiato materializza il freddo intorno.

Si gira lentamente e la luce lentamente la rischiara:  Sei tu!
Sei tu che stai leggendo, che stai guardando queste mie parole e, tramite loro, mi guardi dentro.
A volte lo farai in maniera discreta, altre volte in maniera invadente…ma sempre nella misura in cui loro,  le parole, ti guarderanno e tu, lasciandoglielo fare, ti scoprirai e ti lascerai guardare dentro.

Pubblicato in: on 21 febbraio 2010 at 14:18  Commenti (2)  
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