Mi guardo allo specchio e cosa vedo?
Un sopravvissuto, un sopravvisuto del cazzo.
Un sopravvissuto, ma a cosa?
Sopravvissuto ad una vita che pareva già scritta,
disertore di un esercito che non è mai stato il mio, sprecato
a combattere una guerra quotidiana che di certo non era mia.
Sopravvissuto a tutte quelle stronzate che da ogni parte ti sparano contro per farti inginocchiare e farti diventare come tutti, come quelli che ti gravitano attorno e si chiedono perchè anche tu non hai quel sorriso finto stampato in faccia che significa solo una cosa…: mi accontento.
Guardo la mia pelle intorno agli occhi, i piccoli solchi che, chissà, forse presto diventeranno rughe. Guardo degli occhi stanchi dal poco sonno che mi suggeriscono un po’ di riposo….
Riposo…
Ma io non voglio riposarmi, voglio correre ed urlare
Voglio mangiare l’aria gelida della notte….
Voglio fermarmi solo per un bacio, una carezza ad un corpo di donna…
ritrovare ristoro in un ventre caldo e voglioso che chiede con i suoi gemiti ancora ed ancora passione.
Dolcezza.
Forse questo mi fermerà?
La dolcezza di un seno che respira al ritmo del cuore. Fare tempo a guardare i suoi capezzoli turgidi in questo saliscendi ipnotico… e poi chiudere gli occhi e stringerglieli piano tra le labbra ed accarezzarglieli con la lingua.
Quante fate puoi incontrare in una vita?
Ho paura della risposta…
Forse solo una.
Forse solo una che ti completa.
Forse solo una che in fondo riesce a repirare con te.
Forse solo una che ti ama più di quanto tu non possa amarti.
Lei forse è già arrivata e tu arrogante attore di questo teatro itinerante, non sei stato capace di guardarla negli occhi per fermarla.
Questo dubbio fa paura.
Non sarò mai come tutti gli altri mi dico
Il bello è non sentirsi come tutti gli altri,
anche se alla fine alzo gli occhi e cosa vedo nel vetro argentato?
…un sopravvissuto del cazzo…..
Nessuno è come gli altri.. ho sempre pensato che fosse una fortuna. Chi vuole assomigliarsi troppo lo fa per la paura di guardarsi allo specchio.
Coraggioso sopravvissuto.